Vini Biodinamici in vendita online

Le Principali Caratteristiche del Vino Biodinamico

I vini biodinamici sono realizzati esclusivamente con metodi agricoli che seguono gli insegnamenti di Rudolf Steiner, il fondatore dell'antroposofia e dell'educazione Waldorf, e autore di otto conferenze pubblicate nel 1924 con il titolo "Impulsi Scientifico-Spirituali per il Progresso dell'Agricoltura". Le conferenze si concentrano sulla necessità di preservare la fertilità del suolo, tenendo conto delle forze spirituali e delle energie vitali che, secondo una visione olistica e teosofica, sono infuse nella natura e nella materia inanimata. Dalle pratiche e tecniche proposte da Steiner, al fine di garantire l'equilibrio dell'ecosistema e aumentare il valore dei prodotti, è nata una forma innovativa e virtuosa di agricoltura, estremamente rispettosa dell'ambiente e focalizzata sulla qualità dei prodotti.

Oggi, questo sistema di produzione, considerato da molti non scientifico e quasi mistico, viene adottato da molti produttori per aumentare la biodiversità nel vigneto, la salute delle piante e la sostenibilità ambientale. In questo modo, la qualità e il prestigio del prodotto vengono valorizzati. Tra i primi ad adottare questo approccio c'è stato il vignaiolo francese Nicolas Joly, che, sin dagli anni '80, lo ha promosso a livello mondiale, seguito in Italia da un numero di vignaioli molto diversi come Josko Gravner, Alois Lageder e Stefano Bellotti di Cascina degli Ulivi. Oggi, sempre più produttori in tutto il mondo seguono il metodo steineriano, promuovendo vari progetti di sostenibilità ambientale e sociale, come la cantina Manincor, situata in Alto Adige e appartenente al progetto Respekt Biodyn.

In generale, i vignaioli che seguono questo metodo di produzione riescono a valorizzare le caratteristiche del terroir e della vite. Questo perché non utilizzano additivi o correzioni chimiche né in vigneto né in cantina, e concentrano i loro sforzi sulla salute e sulla qualità perfetta delle materie prime. Le produzioni enologiche, siano esse bianche, rosse, dolci o spumanti, si caratterizzano per una bassa presenza di solfiti e connotazioni organolettiche che manifestano autenticamente e spontaneamente le loro origini rurali e contadine. Spesso si presentano con un aspetto rustico e fortemente tradizionale, mentre altre volte hanno un carattere piùcarattere elegante e ben definito, a seconda di come vengono interpretati i principi dell'approccio steineriano.


Tra i Mondi Naturale e Spirituale

La principale critica a questo metodo è che non è scientifico, poiché include concetti e teorie dal mondo spirituale, astrologia, divinazione e varie pratiche esotiche. Uno degli aspetti controversi è, ad esempio, l'efficacia di un calendario redatto da Maria Thun, che è diventato una bibbia per molti coltivatori in tutto il mondo. Questo calendario si sviluppa su un ciclo lunare periodico, integrando la divisione steineriana della pianta in radice/foglia/fiore/frutto, che può essere ricondotta ai quattro elementi terra/acqua/aria/fuoco e alle costellazioni dello zodiaco. I giorni sono suddivisi in base al movimento della luna attraverso le diverse costellazioni ogni anno, fornendo indicazioni molto precise sui migliori momenti per la semina, i trattamenti omeopatici, i rituali e i raccolti. Basato su forze cosmiche che influenzano le energie della terra, questo calendario non sarebbe limitato solo all'agricoltura, ma anche alla vita quotidiana, fornendo indicazioni, ad esempio, sui migliori giorni per la degustazione del vino.

Altre pratiche controverse, considerate da alcuni superstizioni, sono la dynamizzazione dell'acqua, cioè la lunga mescolanza in direzioni precise per preparare i trattamenti, e il monitoraggio della cristallizzazione del suolo o del cibo utilizzando reattivi per valutare le prestazioni delle colture. Oggi, sempre più produttori seguono queste pratiche e affermano che sono efficaci, nonostante il fatto che il mondo scientifico continui a sollevare molti dubbi sul reale valore di queste teorie.


Le Certificazioni e i Requisiti

Il più famoso e autorevole ente di certificazione per il vino biodinamico è l'associazione Demeter International, fondata nel 1928 dai diretti discepoli di Steiner e oggi dotata di un regolamento rigoroso e preciso che i produttori devono rispettare per ottenere il marchio Demeter. Tuttavia, in assenza di una legislazione chiara e definitiva, ci sono vari enti di certificazione in Europa che autorizzano i produttori a utilizzare certificazioni biologiche indipendenti, tra cui Renaissance e Respekt.

I protocolli Demeter definiscono parametri e standard precisi da rispettare per ogni tipo di vino, come Champagne, particolarmente ricercato, ma anche passito evini spumanti. La condizione principale è la gestione agronomica che rispetta il metodo agricolo steineriano: fertilizzazione e trattamento solo con sostanze organiche o di origine naturale come farina o estratti vegetali, preferenza per la tecnica del sovescio e gestione integrata dei parassiti. Il principio su cui si basa il metodo di gestione integrata dei parassiti è preservare la salute delle piante e del terreno promuovendo la biodiversità, evitando trattamenti chimici invasivi per eliminare direttamente insetti, batteri o virus. Tra le pratiche raccomandate per raggiungere questo risultato c'è l'uso del letame di corno, che è una preparazione spray omeopatica ottenuta mescolando letame, parti animali, polvere di quarzo e sostanze vegetali conservate all'interno di corni di bovino, sepolti e dissotterrati seguendo un calendario preciso.

Tutte le uve devono essere 100% certificate Demeter e raccolte a mano. Il lavoro di vinificazione in cantina deve anche rispettare regole precise. L'uso di macchinari considerati troppo invasivi non è consentito, e pratiche convenzionali e diffuse come la pressatura continua, l'osmosi inversa, la termovinificazione e l'aumento del contenuto alcolico sono vietate.

La fermentazione deve avvenire spontaneamente, senza inoculazione di lieviti o batteri, con solo lieviti indigeni, possibilmente utilizzando un pied de cuve da uve di proprietà. L'uso di solfiti è consentito ma limitato al minimo, mentre i livelli massimi consentiti sono inferiori a quelli prescritti dalla legislazione biologica. Quando lo zucchero è inferiore a 2 g/l, i vini bianchi non possono superare i 90 mg/l di anidride solforosa, mentre il limite per i rossi è di 70 mg/l. In tutti gli altri casi c'è una riduzione di - 50 mg/l di anidride solforosa rispetto a quanto stabilito dalla legislazione per i vari tipi. Solo la bentonite può essere utilizzata per la chiarificazione, e la filtrazione non può superare il limite di 1 micrometro. In questo modo, limitando l'intervento umano e tecnologico, vengono incoraggiate le pratiche più efficienti e meno invasive, promuovendo una produzione territoriale rigorosamente di alta qualità.

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I vini biodinamici sono i protagonisti di una sensibilità ambientale e di unavisione olisticanata dalle teorie dell'intellettuale austriaco Rudolf Steiner. Negli anni '20, Steiner sviluppò un metodo innovativo per l'agricoltura per promuovere l'equilibrio dell'ecosistema terrestre. Basato su pratiche omeopatiche, i cicli del cosmo e le fasi della luna, il metodo steineriano porta all'estremo i principi dell'agricoltura biologica. Abolisce l'uso di qualsiasi additivo sintetico a favore di sole sostanze di origine minerale, vegetale o animale, applicate con rituali speciali come il "letame di corno". L'obiettivo è mantenere la terra e l'ambiente in perfetta salute, aumentando così la qualità dei prodotti. L'associazione internazionale Demeter, uno dei sostenitori più autorevoli degli insegnamenti di Steiner, ha stabilito regole rigorose anche per il processo di vinificazione, garantendo così la propria identità di marca per le espressioni vinicole più autentiche e genuine, che nascono da un rapporto stretto con la terra.