Opi D'Aquì
Rouge 'Les Fainéants' Opi D'Aqui 2020
Rouge 'Les Fainéants' Opi D'Aqui 2020
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“Les Fainéants” è l’etichetta della cantina Opi d’Aqui che subito svela il trucco della sua vinificazione: molto semplicemente si tratta del paziente “far niente”, l’essere pigro e lasciar fare tutto alla natura, dopo aver portato le uve in cantina. È questa in realtà la più accademica delle creazioni dell’eclettico vigneron Philippe Formentin, ossia eseguita proprio come i suoi maestri gli hanno insegnato a vinificare: scelta delle varietà tipiche, scansione precisa dei tempi di macerazione, maturazione e affinamento, in contenitori classici. Il tutto, però, senza interventi invasivi o manipolazioni inutili.
“Les Fainéants” viene realizzato da Opi d’Aqui partendo da un classico blend delle varietà tipiche del Midi francese: Mourvedre, presente per il 90%, e Grenache Noir per il restante 10%, allevate in regime biologico certificato e seguendo anche i principi dell’agricoltura biodinamica, crescono su suoli caratterizzati da una matrice argillo-calcarea. Il territorio di provenienza è quello del villaggio di Clermont-l’Hérault, in quella parte di Languedoc che si eleva leggermente nell’immediato entroterra di Sète: il Mediterraneo a poca distanza mitiga con le sue brezze un clima particolarmente secco, offrendo una certa presenza di umidità. Le uve sono vendemmiate a mano a piena maturità, diraspate e lasciate macerare a freddo per 24 ore. Il mosto viene quindi estratto tramite una pressa verticale ad azione manuale, mentre la fermentazione è spontanea, condotta ad opera dei soli lieviti indigeni. L’affinamento viene condotto in botti di rovere per 9 mesi, più ulteriori 3 mesi in vasca d’acciaio e l’imbottigliamento non prevede nessun altro intervento, né aggiunta di solfiti.
“Les Fainéants” di Opi d’Aqui si presenta con una veste di un rubino intenso e piuttosto fitto. Al naso balzano subito netti i sentori fruttati dalle sfumature scure: bacche di cassis e mirtilli, poi un tono leggermente più dolce di ciliegia matura. In sottofondo emergono delicate note terziare di cuoio e un cenno di vaniglia. L’assaggio rivela un rosso di buona struttura, bilanciata tra i richiami maturi e la trama tannica densa. La freschezza è ben presente e apre ad un finale persistente su note minerali. Una interpretazione meridionale vivace, da godere magari accanto a un boeuf bourguignon.
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